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Condannati per violazione della privacy tre dirigenti Google

Vita Lo Russo avatar Mercoledì 24 Febbraio 2010, 15:55 in New media di Vita Lo Russo

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Ecco la risposta che tutti aspettavamo: tre dirigenti Google sono stati ritenuti responsabili di violazione della privacy, per aver diffuso il video di un ragazzo down deriso e malmenato dai compagni di scuola. La parte del Caino in questo caso la giocavano gli stessi antipatici compagni di scuola che lo hanno prima messo a giro, poi addirittura ripreso con il cellulare e "postato" su internet. E la sentenza di colpevolezza arriva proprio dall'Italia, dal tribunale di Milano per la precisione, oggi sotto gli occhi della giurisprudenza di mezzo mondo perchè per primo ha osato a fare muro al motore di ricerca.

Google, pur sostenendo di giocare la parte del gigante "terzo", che fa solo da piattaforma neutra e rifiuta la responsabilità per la diffusione di contenuti tutelati dalla privacy, ritenuti diffamatori o offensivi, tra l'8 settembre e il 7 novembre del 2006 (la vicenda risale a tre anni e mezzo fa, ndr) ha tenuto il video nella sezione cliccatissima dei "video più divertenti". Sempre oggi parte il web inneggiando alla libertà di pensiero e parola, si è schierato con Google che dal canto suo promette ricorso.

i dettagli sulla sentenza su corriere.it 

David Carl Drummond, ex presidente del cda di Google Italy e ora senior vice presidente, George De Los Reyes, ex membro del cda di Google Italy e ora in pensione e Peter Fleischer, responsabile delle strategie per la privacy per l'Europa di Google Inc. I tre sono stati condannati per il capo di imputazione di violazione della privacy, mentre sono stati assolti per quello relativo alla diffamazione. È stato assolto invece Arvind Desikan, responsabile del progetto Google video per l'Europa, a cui veniva contestata la sola diffamazione. Il video con le vessazioni al disabile venne girato da quattro studenti nel maggio 2006 e poi caricato su Google Video l'8 settembre, dove rimase, cliccatissimo nella sezione «video più divertenti», fino al 7 novembre, prima di essere rimosso.

 

Fonte immagine

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26 Feb 2010
alle 14:05

Re Felix

Una domanda da porsi è: perché bisogna punire chi offre un servizio e non solo chi viola la legge? Una conseguenza di tale condanna potrebbe essere l’introduzione di controllo (leggi censura) a tutti i dati in ingresso nella rete… sarebbe giusto? puniamo i singoli episodi, non tutti quelli eventualmente possibili.
Per approfondire la questione leggi questo post, Libertà del Web: Google in prigione!
http://felicedalelio.wordpress.com/2010/02/26/pillola-rossa-liberta-web-condanna-di-google/

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